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LA PREPARAZIONE

Dal coffee lover alla tazzina

L’ULTIMO PASSO PER LA QUALITÀ

Una miscela di caffè, anche se composta dalle migliori origini, non è un prodotto finito. Per arrivare alla corretta preparazione di un caffè è necessario seguire una serie di passaggi che ne condizionano profondamente il risultato e che cambiano in base alla tipologia di estrazione e alla destinazione di consumo della bevanda. È bene che tutti, anche i più semplici appassionati di caffè, ne conoscano le linee generali e siano in grado di trasformare anche le nostre miscele nel miglior modo possibile.

I SEGRETI DELL'ESPRESSO PERFETTO

ALCUNI CONSIGLI PER PREPARARE UN BUON ESPRESSO A CASA

In grani, macinato o in cialda?
Qual è la scelta più giusta per preparare a casa un buon espresso? Se sei un appassionato esperto, una miscela in grani, da macinare appena prima di preparare la tua tazzina. Una via di mezzo può essere il macinato, ma accertati sempre che sia indicata la granulometria necessaria. Se invece vuoi avere un prodotto pronto per essere utilizzato, scegli la cialda. La dose corretta per preparare il tuo espresso come al bar. Attenzione, stiamo parlando delle cialde in carta, non di capsule in alluminio o in plastica.
La macchina giusta
Per preparare un espresso correttamente, la temperatura dell’acqua in erogazione e l’affidabilità della componentistica sono importantissimi. Diffida da prodotti che costano poco o che ti vengono offerti in omaggio. Scegli solo macchine che non ti vincolano a nessun torrefatto. Inoltre, controlla l’etichetta della confezione e accertati che esista un servizio assistenza affidabile, se possibile fatti dimostrare come funziona e verifica sempre l’estrazione della tazzina.
La pulizia della macchina
Qualunque sia la macchina, avrà nel suo manuale d’uso un capitolo dedicato alla manutenzione. Tale sezione descrive le operazioni fondamentali per assicurarne il funzionamento e avere un risultato in tazza sempre perfetto. La macchina del caffè, erogando un prodotto oleoso, tende ad accumulare residui che ostruiscono le parti interne del gruppo e si ossidano facilmente provocando odori sgradevoli. Pulire il filtro ed effettuare una decalcificazione periodica sono operazioni essenziali per mantenere costante la qualità del proprio espresso!
L'importanza dell'acqua
Una tazza di espresso è composta per circa il 90% da acqua, per questo è fondamentale conoscere bene con cosa si prepara il caffè. Un’acqua depurata non ha la forza per estrarre correttamente le particelle di caffè, ma un’acqua eccessivamente “dura” avrebbe il problema opposto. I filtri addolcitori aiutano a raggiungere un rapporto ideale tra minerali e durezza, rendendo l’acqua del rubinetto adatta all'utilizzo e aiutando a mantenere meglio i componenti interni della tua attrezzatura.
La giusta tazza
L’ultimo spazio vitale dell’espresso è la tazzina. Come tale, essa deve avere le giuste caratteristiche per esaltarne gli aromi e le qualità. Il materiale migliore è la porcellana dura poichè garantisce una buona conduzione del calore; la forma dev'essere concava (o conica) con una base arrotondata e la sommità non troppo larga per favorire la persistenza della crema; la capacità giusta è pari a 60ml per contenere quei 25ml di puro gusto. E ricordati di scaldarla prima: la temperatura ideale è 40°C perchè l'espresso si mantenga compatto.
I numeri dell'espresso
La dose esatta per un espresso è di 7 grammi. La temperatura dell'acqua deve aggirarsi attorno ai 90°C e la pressione di immissione è circa 9 bar per un tempo di erogazione di 23-28 sec. Il volume dell'espresso in tazza sarà di 25 ml. Seguendo questi dati si ottiene il meglio dalla miscela. Se vuoi un caffè lungo non prolungare l'estrazione, avresti una tazza sovraestratta e amare. Aggiungi, nel caso, dell'acqua alla stessa temperatura.
L’espresso fuori casa

Le 8 cose che dovremmo cercare in un bar

Che l’Italia sia la patria indiscussa del buon caffè non è certo una novità.
Questa buona fama da sola però non basta a garantirci di degustare un espresso all’altezza delle nostre aspettative.  Seguiteci in questa piccola “guida” per individuare la caffetteria e il barista che saprà servirvi una tazza perfetta.

  • 1.
    Una postazione ordinata e ben tenuta

    Diventare professionisti di latte art richiede ad un barista molto allenamento e passione. Però farsi preparare un cappuccino a regola d’arte dal vostro bar di fiducia è una richiesta “minima” per iniziare bene la giornata.

    Ovviamente serve un ottimo espresso. Una miscela di caffè pregiati possiede una varietà di aromi e sfumature che spazia dalle note floreali ai sentori delle spezie. Il latte, con il suo contenuto di grassi e proteine, è in grado di liberare questi aromi esaltando le caratteristiche più segrete dei suoi chicchi. Poiché questo vale sia per i pregi che per i difetti sarà impossibile realizzare un buon cappuccino con un espresso scadente.

    Come abbiamo visto sopra poi il latte deve essere rigorosamente fresco e con un contenuto di proteine minimo del 3,2% e di grassi del 3,5%. Questo prezioso ingrediente deve essere montato dalle sapienti mani del barista per aumentare il suo volume alla giusta temperatura e il risultato, non dovrà mai essere una “schiuma” di latte.

    Il cappuccino doc si caratterizza per la sua finissima crema lucida e senza bolle, che si amalgama perfettamente con la crema elastica di un buon espresso, garantendo quella sensazione suadente e morbida che accompagna la degustazione fino all’ultimo sorso.

    Con una tecnica che si chiama “free pouring“, un bravo barista verserà a mano libera dalla lattiera il latte necessario per il cappuccino, magari regalandovi un simpatico decoro ben contrastato e divertente con la crema .

    Aldilà del piacere di una tazza invitante, potrete star certi che chi vi sta servendo è qualcuno che ha sicuramente investito sulla sua formazione per acquisire quella tecnica e va premiato con la vostra fedeltà.

  • 2.
    Il macinino pulito e non stracolmo di polvere

    Diventare professionisti di latte art richiede ad un barista molto allenamento e passione. Però farsi preparare un cappuccino a regola d’arte dal vostro bar di fiducia è una richiesta “minima” per iniziare bene la giornata.

    Ovviamente serve un ottimo espresso. Una miscela di caffè pregiati possiede una varietà di aromi e sfumature che spazia dalle note floreali ai sentori delle spezie. Il latte, con il suo contenuto di grassi e proteine, è in grado di liberare questi aromi esaltando le caratteristiche più segrete dei suoi chicchi. Poiché questo vale sia per i pregi che per i difetti sarà impossibile realizzare un buon cappuccino con un espresso scadente.

    Come abbiamo visto sopra poi il latte deve essere rigorosamente fresco e con un contenuto di proteine minimo del 3,2% e di grassi del 3,5%. Questo prezioso ingrediente deve essere montato dalle sapienti mani del barista per aumentare il suo volume alla giusta temperatura e il risultato, non dovrà mai essere una “schiuma” di latte.

    Il cappuccino doc si caratterizza per la sua finissima crema lucida e senza bolle, che si amalgama perfettamente con la crema elastica di un buon espresso, garantendo quella sensazione suadente e morbida che accompagna la degustazione fino all’ultimo sorso.

    Con una tecnica che si chiama “free pouring“, un bravo barista verserà a mano libera dalla lattiera il latte necessario per il cappuccino, magari regalandovi un simpatico decoro ben contrastato e divertente con la crema .

    Aldilà del piacere di una tazza invitante, potrete star certi che chi vi sta servendo è qualcuno che ha sicuramente investito sulla sua formazione per acquisire quella tecnica e va premiato con la vostra fedeltà.

  • 3.
    Le tazzine a testa in su sullo scalda tazze

    Diventare professionisti di latte art richiede ad un barista molto allenamento e passione. Però farsi preparare un cappuccino a regola d’arte dal vostro bar di fiducia è una richiesta “minima” per iniziare bene la giornata.

    Ovviamente serve un ottimo espresso. Una miscela di caffè pregiati possiede una varietà di aromi e sfumature che spazia dalle note floreali ai sentori delle spezie. Il latte, con il suo contenuto di grassi e proteine, è in grado di liberare questi aromi esaltando le caratteristiche più segrete dei suoi chicchi. Poiché questo vale sia per i pregi che per i difetti sarà impossibile realizzare un buon cappuccino con un espresso scadente.

    Come abbiamo visto sopra poi il latte deve essere rigorosamente fresco e con un contenuto di proteine minimo del 3,2% e di grassi del 3,5%. Questo prezioso ingrediente deve essere montato dalle sapienti mani del barista per aumentare il suo volume alla giusta temperatura e il risultato, non dovrà mai essere una “schiuma” di latte.

    Il cappuccino doc si caratterizza per la sua finissima crema lucida e senza bolle, che si amalgama perfettamente con la crema elastica di un buon espresso, garantendo quella sensazione suadente e morbida che accompagna la degustazione fino all’ultimo sorso.

    Con una tecnica che si chiama “free pouring“, un bravo barista verserà a mano libera dalla lattiera il latte necessario per il cappuccino, magari regalandovi un simpatico decoro ben contrastato e divertente con la crema .

    Aldilà del piacere di una tazza invitante, potrete star certi che chi vi sta servendo è qualcuno che ha sicuramente investito sulla sua formazione per acquisire quella tecnica e va premiato con la vostra fedeltà.

  • 4.
    Occhio al portafiltro

    Diventare professionisti di latte art richiede ad un barista molto allenamento e passione. Però farsi preparare un cappuccino a regola d’arte dal vostro bar di fiducia è una richiesta “minima” per iniziare bene la giornata.

    Ovviamente serve un ottimo espresso. Una miscela di caffè pregiati possiede una varietà di aromi e sfumature che spazia dalle note floreali ai sentori delle spezie. Il latte, con il suo contenuto di grassi e proteine, è in grado di liberare questi aromi esaltando le caratteristiche più segrete dei suoi chicchi. Poiché questo vale sia per i pregi che per i difetti sarà impossibile realizzare un buon cappuccino con un espresso scadente.

    Come abbiamo visto sopra poi il latte deve essere rigorosamente fresco e con un contenuto di proteine minimo del 3,2% e di grassi del 3,5%. Questo prezioso ingrediente deve essere montato dalle sapienti mani del barista per aumentare il suo volume alla giusta temperatura e il risultato, non dovrà mai essere una “schiuma” di latte.

    Il cappuccino doc si caratterizza per la sua finissima crema lucida e senza bolle, che si amalgama perfettamente con la crema elastica di un buon espresso, garantendo quella sensazione suadente e morbida che accompagna la degustazione fino all’ultimo sorso.

    Con una tecnica che si chiama “free pouring“, un bravo barista verserà a mano libera dalla lattiera il latte necessario per il cappuccino, magari regalandovi un simpatico decoro ben contrastato e divertente con la crema .

    Aldilà del piacere di una tazza invitante, potrete star certi che chi vi sta servendo è qualcuno che ha sicuramente investito sulla sua formazione per acquisire quella tecnica e va premiato con la vostra fedeltà.

  • 5.
    Contate fino a 25

    Diventare professionisti di latte art richiede ad un barista molto allenamento e passione. Però farsi preparare un cappuccino a regola d’arte dal vostro bar di fiducia è una richiesta “minima” per iniziare bene la giornata.

    Ovviamente serve un ottimo espresso. Una miscela di caffè pregiati possiede una varietà di aromi e sfumature che spazia dalle note floreali ai sentori delle spezie. Il latte, con il suo contenuto di grassi e proteine, è in grado di liberare questi aromi esaltando le caratteristiche più segrete dei suoi chicchi. Poiché questo vale sia per i pregi che per i difetti sarà impossibile realizzare un buon cappuccino con un espresso scadente.

    Come abbiamo visto sopra poi il latte deve essere rigorosamente fresco e con un contenuto di proteine minimo del 3,2% e di grassi del 3,5%. Questo prezioso ingrediente deve essere montato dalle sapienti mani del barista per aumentare il suo volume alla giusta temperatura e il risultato, non dovrà mai essere una “schiuma” di latte.

    Il cappuccino doc si caratterizza per la sua finissima crema lucida e senza bolle, che si amalgama perfettamente con la crema elastica di un buon espresso, garantendo quella sensazione suadente e morbida che accompagna la degustazione fino all’ultimo sorso.

    Con una tecnica che si chiama “free pouring“, un bravo barista verserà a mano libera dalla lattiera il latte necessario per il cappuccino, magari regalandovi un simpatico decoro ben contrastato e divertente con la crema .

    Aldilà del piacere di una tazza invitante, potrete star certi che chi vi sta servendo è qualcuno che ha sicuramente investito sulla sua formazione per acquisire quella tecnica e va premiato con la vostra fedeltà.

  • 6.
    La lancia vapore luccicante

    Diventare professionisti di latte art richiede ad un barista molto allenamento e passione. Però farsi preparare un cappuccino a regola d’arte dal vostro bar di fiducia è una richiesta “minima” per iniziare bene la giornata.

    Ovviamente serve un ottimo espresso. Una miscela di caffè pregiati possiede una varietà di aromi e sfumature che spazia dalle note floreali ai sentori delle spezie. Il latte, con il suo contenuto di grassi e proteine, è in grado di liberare questi aromi esaltando le caratteristiche più segrete dei suoi chicchi. Poiché questo vale sia per i pregi che per i difetti sarà impossibile realizzare un buon cappuccino con un espresso scadente.

    Come abbiamo visto sopra poi il latte deve essere rigorosamente fresco e con un contenuto di proteine minimo del 3,2% e di grassi del 3,5%. Questo prezioso ingrediente deve essere montato dalle sapienti mani del barista per aumentare il suo volume alla giusta temperatura e il risultato, non dovrà mai essere una “schiuma” di latte.

    Il cappuccino doc si caratterizza per la sua finissima crema lucida e senza bolle, che si amalgama perfettamente con la crema elastica di un buon espresso, garantendo quella sensazione suadente e morbida che accompagna la degustazione fino all’ultimo sorso.

    Con una tecnica che si chiama “free pouring“, un bravo barista verserà a mano libera dalla lattiera il latte necessario per il cappuccino, magari regalandovi un simpatico decoro ben contrastato e divertente con la crema .

    Aldilà del piacere di una tazza invitante, potrete star certi che chi vi sta servendo è qualcuno che ha sicuramente investito sulla sua formazione per acquisire quella tecnica e va premiato con la vostra fedeltà.

  • 7.
    Il latte fresco per il cappuccio

    Diventare professionisti di latte art richiede ad un barista molto allenamento e passione. Però farsi preparare un cappuccino a regola d’arte dal vostro bar di fiducia è una richiesta “minima” per iniziare bene la giornata.

    Ovviamente serve un ottimo espresso. Una miscela di caffè pregiati possiede una varietà di aromi e sfumature che spazia dalle note floreali ai sentori delle spezie. Il latte, con il suo contenuto di grassi e proteine, è in grado di liberare questi aromi esaltando le caratteristiche più segrete dei suoi chicchi. Poiché questo vale sia per i pregi che per i difetti sarà impossibile realizzare un buon cappuccino con un espresso scadente.

    Come abbiamo visto sopra poi il latte deve essere rigorosamente fresco e con un contenuto di proteine minimo del 3,2% e di grassi del 3,5%. Questo prezioso ingrediente deve essere montato dalle sapienti mani del barista per aumentare il suo volume alla giusta temperatura e il risultato, non dovrà mai essere una “schiuma” di latte.

    Il cappuccino doc si caratterizza per la sua finissima crema lucida e senza bolle, che si amalgama perfettamente con la crema elastica di un buon espresso, garantendo quella sensazione suadente e morbida che accompagna la degustazione fino all’ultimo sorso.

    Con una tecnica che si chiama “free pouring“, un bravo barista verserà a mano libera dalla lattiera il latte necessario per il cappuccino, magari regalandovi un simpatico decoro ben contrastato e divertente con la crema .

    Aldilà del piacere di una tazza invitante, potrete star certi che chi vi sta servendo è qualcuno che ha sicuramente investito sulla sua formazione per acquisire quella tecnica e va premiato con la vostra fedeltà.

  • 8.
    Una buona tecnica di versaggio del latte

    Diventare professionisti di latte art richiede ad un barista molto allenamento e passione. Però farsi preparare un cappuccino a regola d’arte dal vostro bar di fiducia è una richiesta “minima” per iniziare bene la giornata.

    Ovviamente serve un ottimo espresso. Una miscela di caffè pregiati possiede una varietà di aromi e sfumature che spazia dalle note floreali ai sentori delle spezie. Il latte, con il suo contenuto di grassi e proteine, è in grado di liberare questi aromi esaltando le caratteristiche più segrete dei suoi chicchi. Poiché questo vale sia per i pregi che per i difetti sarà impossibile realizzare un buon cappuccino con un espresso scadente.

    Come abbiamo visto sopra poi il latte deve essere rigorosamente fresco e con un contenuto di proteine minimo del 3,2% e di grassi del 3,5%. Questo prezioso ingrediente deve essere montato dalle sapienti mani del barista per aumentare il suo volume alla giusta temperatura e il risultato, non dovrà mai essere una “schiuma” di latte.

    Il cappuccino doc si caratterizza per la sua finissima crema lucida e senza bolle, che si amalgama perfettamente con la crema elastica di un buon espresso, garantendo quella sensazione suadente e morbida che accompagna la degustazione fino all’ultimo sorso.

    Con una tecnica che si chiama “free pouring“, un bravo barista verserà a mano libera dalla lattiera il latte necessario per il cappuccino, magari regalandovi un simpatico decoro ben contrastato e divertente con la crema .

    Aldilà del piacere di una tazza invitante, potrete star certi che chi vi sta servendo è qualcuno che ha sicuramente investito sulla sua formazione per acquisire quella tecnica e va premiato con la vostra fedeltà.


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